Con l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act (EAA) il 28 giugno 2025, molte aziende dovranno adeguarsi a nuovi standard per garantire che i loro prodotti e servizi digitali siano accessibili a tutte le persone, comprese quelle con disabilità. Se non lo faranno, il rischio è quello di incorrere in sanzioni.
1. Cos’è l’European Accessibility Act?
L’European Accessibility Act (EAA) è una direttiva approvata dall’Unione Europea nata per rispondere a tre principali esigenze:
– garantire che le persone con disabilità possano partecipare pienamente alla vita economica e sociale;
– eliminare le discrepanze tra le diverse legislazioni nazionali;
– offrire alle aziende un mercato unico con regole comuni.
2. Chi deve adeguarsi all’European Accessibility Act?
L’European Accessibility Act (EAA) impone obblighi a diverse categorie di soggetti, in particolare devono adeguarsi:
– pubbliche amministrazioni (PA);
– grandi aziende private che forniscono servizi pubblici;
– aziende private, escluse quelle micro (microimprese = con meno di 10 dipendenti ed un fatturato annuo non superiore a 2 milioni).
3. Principali servizi coinvolti dalla nuova normativa sull’accessibilità:
– E-commerce (di qualsiasi dimensione): i siti web e le app di negozi online devono essere accessibili.
– Banche e servizi finanziari: home banking e sportelli automatici devono essere fruibili da tutti.
– Trasporti: le informazioni sui viaggi (treni, autobus, aerei, traghetti) devono essere accessibili.
– Telecomunicazioni: i servizi di comunicazione elettronica devono garantire accessibilità.
– E-book e software di lettura: devono essere leggibili anche da chi ha disabilità visive o cognitive.
4. Principali prodotti coinvolti:
– Computer e sistemi operativi
– Smartphone e altri dispositivi mobili
– Bancomat e terminali di pagamento
– Biglietterie automatiche e chioschi interattivi
– TV e apparecchiature multimediali
5.Requisiti di accessibilità richiesti
I siti web devono conformarsi alle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.1, almeno al livello AA. Questi standard stabiliscono le regole per rendere i contenuti accessibili a persone con disabilità visive, uditive, motorie e cognitive.
I requisiti specifici per un sito web accessibile a norma sono:
– Testi alternativi (alt text) per immagini e contenuti non testuali.
– Contrasto adeguato tra testo e sfondo (almeno 4.5:1 per il testo normale e 3:1 per il testo grande).
– Compatibilità con screen reader (es. VoiceOver, NVDA, JAWS).
– Sottotitoli per contenuti audio e video.
– Trascrizioni per file audio e descrizioni audio per i video.
– Navigazione da tastiera senza bisogno del mouse.
– Focus visibile sugli elementi interattivi (es. pulsanti, link, form).
– Evitare contenuti lampeggianti per prevenire crisi epilettiche (nessun flash superiore a 3 volte al secondo).
– Tempi di lettura regolabili per evitare che i contenuti spariscano troppo velocemente.
– Testi chiari e leggibili con un linguaggio semplice.
– Messaggi di errore comprensibili con suggerimenti su come correggerli.
– Etichette e istruzioni chiare nei moduli (es. “Inserisci la tua email” invece di “Campo obbligatorio”).
– Compatibilità con tecnologie assistive come screen reader, display braille e software per input vocale.
– HTML semantico corretto per favorire la lettura da parte degli strumenti assistivi.
– Codice ben strutturato per garantire che il sito funzioni su diversi dispositivi e browser.
6. Obblighi: Dichiarazione di Accessibilità
La Dichiarazione di Accessibilità è un documento pubblico che descrive il livello di accessibilità di un sito web, un’app o un servizio digitale, indicando eventuali barriere e le misure adottate per migliorare l’accessibilità.
Le aziende coinvolte dall’EAA hanno l’obbligo di redigere annualmente questo documento. Deve essere facilmente accessibile dal sito web (di solito nel footer o nella sezione “Accessibilità”).
Deve contenere:
– Stato di conformità agli standard (es. WCAG 2.1 AA).
– Eventuali barriere ancora presenti.
– Azioni in corso per migliorare l’accessibilità.
– Contatti per segnalare problemi di accessibilità.
– Data dell’ultima revisione.
Alcuni Esempi
Ecommerce di una Microimpresa
Un e-commerce di una ditta con meno di dieci dipendenti potrebbe non avere l’obbligo di adeguarsi al Regolamento EAA, anche se è necessario valutare i prodotti che vende.
Sito web con catalogo online
Se nel sito web è presente solo un catalogo on-line, senza possibilità di acquisto, la società non ha l’obbligo di adeguarsi al Regolamento
Sito web vetrina
Se il sito web è un sito vetrina, ma con un modulo di contatti e senza email o numero di telefono esibiti, o se presente un’area Riservata, o se presenti video e chatbot, potrebbe comunque rientrare nella Direttiva UE sull’Accessibilità Web.
Se hai bisogno di adeguare il tuo sito web all’European Accessibility Act, contattaci ti forniremo tutta l’assistenza necessaria.


